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Più basso rischio di ictus con l’assunzione di Cisteina con la dieta nelle donne. Effetto antipertensivo della Cisteina ?


L’alta assunzione dell’aminoacido contenente zolfo, Cisteina, è risultata correlata a un più basso rischio di ictus in uno studio che ha riguardato donne svedesi.

Lo studio è stato realizzato da ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma ( Svezia ).

Dallo studio è emerso che le donne la cui dieta conteneva più alti livelli di Cisteina avevano un rischio di ictus inferiore del 21% rispetto alle donne la cui dieta conteneva più basse quantità.

I ricercatori hanno valutato l'ipotesi che l'assunzione di Cisteina fosse inversamente associata al rischio di ictus.
Un precedente studio ( Atherosclerosis 2012;224:247-251 ) degli stessi Autori aveva dimostrato che una dieta altamente proteica era inversamente associata al rischio di ictus nelle donne con ipertensione.

Utilizzando i dati del Swedish Mammography Cohort, una coorte prospettica basata sulla popolazione di 34.250 donne, i ricercatori hanno identificato 1751 casi di ictus durante 10.4 anni di follow-up.

L’assunzione di Cisteina è stata valutata mediante questionari di frequenza alimentare, e le donne hanno anche fornito informazioni sull’indice di massa corporea ( BMI ), abitudine al fumo e storia di fumo, e altri fattori di stile di vita.

Rispetto alle donne nel quartile più basso di assunzione di Cisteina ( inferiore a 559 mg/die ), quelli con la più alta assunzione ( superiore a 703 mg/die ) tendevano a essere più anziani, avevano un indice BMI più elevato e avevano meno probabilità di essere fumatori correnti e maggiore probabilità di avere una storia di ipertensione o diabete mellito.

L’assunzione di Cisteina è risultata significativamente inversamente associata al rischio di ictus totale dopo aggiustamento per altri fattori di ictus e assunzione totale di proteine.

Confrontando il quintile più alto con quello più basso di assunzione di Cisteina, il rischio relativo multivariato di ictus totale è stato pari a 0.79 ( IC 95% 0.65-0.97; P = 0.04 per trend ).

Il corrispondente rischio relativo è stato pari a 0.82 ( 95% CI 0.65-0.97; p per trend = 0.12 ) per infarto cerebrale e 0.54 ( 95% CI 0,29-1,03; P = 0.08 per trend ) per l’emorragia intracerebrale.

L’assunzione di altri aminoacidi, tra cui prolina e arginina, non ha mostrato alcuna associazione indipendente con il rischio di ictus.

Essendo lo studio osservazionale, non è possibile provare la relazione causa ed effetto.

In conclusione, è stata osservata una associazione inversa tra assunzione di Cisteina con la dieta e il rischio di ictus.
Secondo gli Autori, i risultati suggeriscono che Cisteina, almeno in parte, può spiegare la relazione inversa riportata tra assunzione di proteine animali e il rischio di ictus.
Questi risultati necessitano di essere confermati da altri studi prospettici e da studi randomizzati. ( Xagena2015 )

Fonte: Stroke, 2015

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