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Neuroprotezione ed immunomodulazione con le cellule staminali mesenchimali nell’encefalomielite autoimmune sperimentale cronica


Ricercatori israeliani hanno verificato il potenziale terapeutico delle cellule stromali mesenchimali in un modello cronico di encefalomielite autoimmune sperimentale ( EAE ).

Le cellule stromali mesenchimali sono state ottenute dal midollo osseo di topi C57BL naive e transgenici per la proteina verde fluorescente.

Le cellule stromali mesenchimali sono state iniettate per via intraventricolare o intravenosa nei topi nei quali l’encefalomielite autoimmune sperimentale cronica era stata indotta.

Le cellule stromali mesenchimali positive per la proteina verde fluorescente, iniettata, sono state attratte verso le aree di infiammazione del sistema nervoso centrale ed hanno espresso la galattocerebroside, O4, proteina acidica fibrillare gliale ( GFAP ) e beta-tubulina di tipo III.

Il decorso clinico dell’encefalomielite autoimmune sperimentale cronica è risultato migliorato negli animali trattati con cellule stromali mesenchimali ( mortalità 0%; punteggio EAE massimale medio: 1.76 e 1.8, rispettivamente, nel gruppo intraventricolare ed endovenoso, versus mortalità 13% e 23%, e punteggio EAE massimale medio di 2.8 e 3.42 nei controlli ).
Negli animali in cui erano state iniettate cellule stromali mesenchimali è stata osservata una forte riduzione dell’infiammazione del sistema nervoso-centrale accompagnata da una significativa protezione degli assoni ( assoni intatti 86-95% versu 45% nei controlli ); l’effetto è stato riscontrato soprattutto dopo somministrazione intraventricolare.

Le cellule stromali mesenchimali iniettate per via endovenosa sono state individuate nei linfonodi ed hanno esibito effetti immunomodulatori sistemici, down-regolando la proliferazione dei linfociti in risposta agli antigeni della mielina e ai mitogeni.

Le cellule stromali mesenchimali, coltivate in vitro con il fattore di crescita dei fibroblasti ( FGF ) ed il fattore neutrofilo derivato dal cervello ( BDNF ), hanno acquisito la morfologia della linea cellulare neuronale e la capacità di esprimere la beta-tubulina di tipo III, la proteina acidica fibrillare gliale, la nestina, ed O4.

I dati dello studio hanno indicato che le cellule staminali derivate dal midollo osseo possono fornire neuroprotezione, immunomodulazione, e probabilmente rimielinizzazione e neurorigenerazione nelle malattie con sclerosi multipla. ( Xagena2008 )

Kassis I et al, Arch Neurol 2008; 65: 753-761


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