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Le statine, i nuovi farmaci per la sclerosi multipla ?


Le opzioni terapeutiche nella sclerosi multipla sono limitate.

I farmaci immunomodulatori, come l’Interferone-beta ed il Glatiramer, sono solo parzialmente efficaci nel ridurre la percentuale di recidive, rallentando la progressione della malattia, e diminuendo il numero ed il volume delle lesioni alla risonanza magnetica per immagini.

Il Mitoxantrone è un immunosoppressore, il cui impiego è limitato dalla cardiotossicità.

Nel corso degli ultimi anni si sono raccolte evidenze riguardo all’impiego delle statine, note anche come inibitori dell’HMG-CoA riduttasi, nelle malattie autoimmuni.
Questi farmaci, oltre ad abbassare i livelli plasmatici di colesterolo, presentano attività immunomodulatrice.

In un modello animale di sclerosi multipla, encefalomielite autoimmune sperimentale, le statine prevengono le recidive.

Studi in vitro su cellule immunitarie umane le statine presentano un effetto immunomodulatorio comparabile a quello dell’Interferone-beta.

Uno studio clinico in aperto ha mostrato che la Simvastatina, una statina, è in grado di ridurre il numero ed il volume di nuove lesioni alla risonanza magnetica per immagini.
Il vantaggio delle statine rispetto agli altri farmaci per il trattamento della sclerosi multipla è rappresentato dal favorevole profilo di sicurezza. ( Xagena2004 )


Neuhaus O et al, Lancet Neurol 2004; 3: 369-371


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