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TERAPIA DELLA CEFALEA DI TIPO TENSIVO

Alfredo Costa, Fabio Antonaci

Centro Cefalee, Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universitą di Pavia, Istituto Neurologico C. Mondino

 

Il trattamento farmacologico della cefalea di tipo tensivo si distingue in sintomatico e profilattico; esistono inoltre altri provvedimenti di tipo non farmacologico.

 

Terapia sintomatica

Spesso l'intensita' del dolore in questo tipo di cefalea e' talmente bassa da non richiedere l'assunzione di farmaci. Qualora sia invece richiesto un intervento farmacologico, i FANS rappresentano la classe di farmaci piu’ indicata. In alternativa, i miorilassanti possono essere utilizzati episodicamente in presenza di marcata contrattura muscolare. Anche alcuni ansiolitici ad azione miorilassante trovano indicazione come farmaci sintomatici, specie quando gli attacchi di cefalea sono scatenati da situazioni psicologiche stressanti.

 

• Analgesici

I principi attivi e i dosaggi consigliati sono analoghi a quelli gia' segnalati per il trattamento sintomatico dell'emicrania. Nel caso della cefalea di tipo tensivo possono trovare indicazione anche i bassi dosaggi contenuti nei preparati da banco.

 

• Miorilassanti

Il diazepam a basso dosaggio serale puo' essere di notevole aiuto nel ridurre la contrazione muscolare. L'effetto collaterale principale e' rappresentato dalla sedazione. In pazienti con insonnia tale effetto collaterale puo' essere vantaggioso. Va tenuto in considerazione il rischio di abuso/dipendenza e la possibilita' di cronicizzazione della cefalea.

Esistono indicazioni preliminari sull'uso della tizanidina (farmaco ?2-adrenergico con proprieta' antispastiche e antinocicettive) a dosaggio di 8 mg/die, che, seppure promettenti, non possono essere considerate conclusive. Il farmaco sarebbe in grado di modulare l'attivita' degli interneuroni troncali e spinali.

Altri miorilassanti utilizzati sono baclofen, ciclobenzaprina, dantrolene e orfenadrina, anche se mancano studi controllati che ne quantifichino la reale efficacia.

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Terapia profilattica

• Antidepressivi triciclici

L'amitriptilina rappresenta il farmaco di scelta nel trattamento della cefalea di tipo tensivo cronica. In assenza di disturbo depressivo possono essere sufficienti 30 mg/die. Qualora coesistano, come spesso accade nella cefalea di tipo tensivo cronica, depressione, ansia e insonnia, il dosaggio della amitriptilina deve essere aumentato, oppure puo’ essere utilizzata l’imipramina (75-100 mg/ die), che possiede un meccanismo di azione analogo alla amitriptilina. Puo' essere utile l'associazione con ansiolitici. Gli effetti collaterali piu' frequenti degli antidepressivi triciclici, dovuti all'attivita' anticolinergica di questi farmaci, sono rappresentati da bocca secca, disturbi dell'accomodazione, stipsi, ipotensione. Sono controindicati in pazienti con glaucoma e ipertrofia prostatica.

 

Trattamento non farmacologico

Poiche’ l’eccessiva attivita' muscolare gioca un ruolo eziopatogenetico precipuo nel determinismo degli attacchi, sara’ importante istruire l’ammalato ad evitare posture scorrette protratte o a modificare la propria postura. Un ruolo importante nell'approccio terapeutico alla cefalea di tipo tensivo spetta ad alcune tecniche, quail la TENS, il biofeedback, la terapia comportamentale). Nelle forme episodiche si insistera' principalmente sull'eliminazione o modificazione dei fattori di innesco e delle situazioni predisponenti, mentre nelle forme croniche l'attenzione sara' focalizzata sul trattamento dei fattori aggravanti, facendo ricorso anche alla psicoterapia. Le tecniche di rilassamento, il biofeedback e la TENS trovano indicazione nelle forme associate a contrattura dei muscoli pericranici.

 

Bibliografia di riferimento

  • Silberstein SD, Lipton RB, Goadsby PJ. Headache in Clinical Practice. Isis Medical Media, Oxford, 1988.

  • Antonaci F, Costa A, Nappi G. La terapia della cefalea. Aggiornamento Medico 1996; 20 (8):223-230.

 

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