Dr. Alfredo Costa
Centro Cefalee e
Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universita di Pavia, Istituto Neurologico C.
Mondino
Nel 1993 la Societa' Italiana per lo Studio
delle Cefalee (SISC) ha pubblicato (prima esperienza italiana) le "Linee Guida e
Raccomandazioni per il Trattamento dell'Emicrania", frutto di un'ampia revisione
della letteratura esistente sull'argomento sottoposta al giudizio o consenso interno di un
gruppo di esperti. Questo documento e' stato promulgato allo scopo di far conoscere e
validare anche in Italia le piu'recenti indicazioni della ricerca internazionale sul
trattamento e la prevenzione dell'emicrania, tendendo conto dell'esperienza medica
italiana, delle abitudini di vita del nostro paese e dei farmaci disponibili sul mercato.
Secondo le indicazioni delle Linee Guida
l'approccio terapeutico al malato emicranico viene suddiviso in tre momenti: 1)
identificazione dei fattori scatenanti e/o favorenti gli attacchi; 2) assunzione di misure
precauzionali; 3) identificazione di un'idonea terapia sintomatica e/o di profilassi.
Premessa indispensabile per tutti e tre i momenti e' il monitoraggio da parte del paziente
della propria sintomatologia per alcuni mesi mediante apposite carte diario su cui
andranno indicati frequenza, intensita', durata delle crisi, intensita' dei sintomi di
accompagnamento, consumo di analgesici o altri farmaci, intervento di fattori/situazioni
scatenanti o favorenti. E' opinione comune che gli attacchi emicranici sono spesso
innescati da fattori o situazioni ricorrenti. Il primo passo verso una corretto approccio
terapeutico all'emicrania consiste nell'indirizzare il soggetto verso piu' adeguate norme
igieniche di vita e nell'istruirlo in merito ai comportamenti di evitamento da adottare.
La terapia sintomatica dell'emicrania
rappresenta l'unica da prescrivere ai pazienti in cui non vi è indicazione alla
profilassi (meno di 2 attacchi al mese).
I farmaci vanno prescritti in dose
adeguata, preferendo quelli contenenti un solo principio attivo. E' opportuno istruire il
paziente ad assumerli il piu' precocemente possibile, dando la precedenza alla via di
assunzione rettale o parenterale in presenza di nausea o vomito precoci e/o severi. E'
importante adottare, quando possible, misure supplementari come il riposo a letto in
ambiente buio e silenzioso, almeno nelle fasi immediatamente successive all'assunzione del
farmaco. Le classi di sostanze piu' comunemente usate sono gli agonisti dei recettori
serotoninergici 5-HT1, i derivati dell'ergot, gli analgesici, e gli
antiemetici.
Per la scelta del farmaco sintomatico, gli
attacchi emicranici vengono suddivisi sulla base dell'intensita' del dolore e dei sintomi
associati in:
-forti (o totalmente disabilitanti,
intensità 3) quando costringono a letto, impedendo qualsiasi attivita';
-moderati (o parzialmente disabilitanti,
intensità 2) quando limitano le normali attivita', ma non costringono a letto;
-lievi (non disabilitanti, intensità 1)
quando la cefalea e' presente, ma non limita in alcun modo le normali attivita'.
Agonisti dei recettori
5-HT1
Capostipite di questo gruppo di farmaci
e' il sumatriptan, raccomandato dalle linee-guida per il trattamento degli attacchi
emicranici di elevata o moderata intensità. Va utilizzato per gli attacchi di lieve
entita' solo nel caso in cui gli altri farmaci sintomatici siano risultati inefficaci o
controindicati. Si tratta di un agonista selettivo dei recettori 5-HT1 in grado
di indurre vasocostrizione dei grossi vasi cerebrali. La sua efficacia sarebbe da
attribuire alla vasocostrizione selettiva dei vasi cranici dilatati attraverso la sua
elevata affinita con i recettori 5-HT1B, dislocati sui vasi intra ed
extracranici. Il sumatriptan sarebbe, inoltre, in grado di inibire sia il rilascio dei
peptidi vasoattivi dalle terminazioni nervose trigeminali, sia la trasmissione degli input
nocicettivi a livello centrale mediante stimolazione dei recettori 5-HT1D.
Sfortunatamente, il sumatriptan agisce anche sui recettori 5-HT1D a
localizzazione coronarica, causando un modesto rialzo pressorio ed un aumento della
frequenza cardiaca. Pertanto, pur rappresentando uno fra i farmaci piu' efficaci nel
trattamento sintomatico dell'emicrania, il suo uso e' limitato dall'incidenza
relativamente elevata di effetti collaterali (per lo piu' innocui, ma fastidiosi), nonche'
dalla significativa occorrenza di recidive dell'attacco emicranico nell'arco delle 24 ore
successive alla assunzione. Per tale ragione, sono disponibili numerosi altri farmaci
della stessa classe, ma dotati di maggiore selettivita' (rizatriptan, zolmitriptan),
mentre per alcuni di essi (eletriptan) si prevede l'immissione in commercio in tempi
relativamente brevi. Sono attualmente anche disponibili vie alternative di
somministrazione (intranasale) dello stesso sumatriptan.
Derivati dell'ergot
La diidroergotamina e l'ergotamina sono
efficaci nel trattamento sintomatico dell'emicrania in virtu' della marcata attivita'
vasocostrittrice sui vasi centrali e periferici e della depressione dell'eccitabilita' dei
neuroni serotoninergici centrali. Trovano indicazione nel trattamento delle crisi di
intensita' moderata o severa nei soggetti con bassa frequenza di crisi (per il possibile
rischio di fenomeni di abuso/dipendenza in soggetti con frequenza medio-alta) e nelle
crisi resistenti al sumatriptan o agli analgesici. Possono essere utilizzati nel
trattamento di crisi lievi solo in caso di insuccesso degli analgesici. Non vanno mai
associati al sumatriptan (e' necessario un intervallo di almeno 24 ore fra l'assunzione di
ergot-derivati e sumatriptan). La diidroergotamina e' da preferire all'ergotamina per la
minore incidenza di effetti collaterali. Le riserve sull'uso specie di quest'ultima
sostanza come sintomatico della crisi emicranica derivano dalla sua scarsa tollerabilita'
e potenziale tossicita'. Gli effetti collaterali di piu' comune riscontro sono: nausea,
vomito, dolori addominali, diarrea, vertigini, crampi muscolari e parestesie distali, e
piu' raramente sincopi, dispnea, disturbi stenocardici, crisi ipertensive, claudicatio
agli arti inferiori. E' da qualche mese disponibile per il trattamento sintomatico delle
crisi una preparazione spray di diidroergotamina mesilato, che rappresenta il primo
farmaco antiemicranico per uso endonasale in commercio (tab. 2). Rispetto all'ergotamina,
il farmaco sembra dare effetti indesiderati di minor frequenza ed intensita', e per lo
piu' limitati alla sede di applicazione (rinite).
Analgesici
Numerose sono le sostanze dotate di
attivita' sia anti-infiammatoria che analgesica proposte nel trattamento sintomatico
dell'emicrania. Il loro comune meccanismo d'azione sembra principalmente legato
all'inibizione della sintesi delle prostaglandine, secondaria al blocco della
ciclossigenasi. Trovano indicazione nel trattamento delle crisi di intensita' lieve o
moderata, quando la loro efficacia comporti anche l'eliminazione della disabilita', oppure
nel trattamento delle crisi di forte intensita' in presenza di controindicazioni per il
sumatriptan o per i derivati dell'ergot. Potenzialmente meno efficaci degli agonisti
serotoninergici se utilizzati da soli, gli analgesici mostrano efficacia confrontabile
quando usati in combinazione con antiemetici. Esistono, poi, in commercio varie
formulazioni in cui l'analgesico e' associato a caffeina per migliorarne assorbimento ed
efficacia. Il paracetamolo è indicato, oltre che in gravidanza, qualora esistano
controindicazioni all'uso degli altri analgesici.
Gli analgesici oppiacei sono controindicati
nellemicrania, perche scarsamente efficaci e tollerati, oltre che per la
facilita con cui si potrebbero verificare fenomeni di abuso/dipendenza.
Antiemetici
La metoclopramide ed il domperidone trovano
indicazione da soli nelle crisi emicraniche con dolore lieve, ma associato a nausea e/o
vomito. Nelle crisi intense, la metoclopramide può essere associata al salicilato,
essendo disponibili in commercio preparazioni combinate. E opportuno ricordare che
la metoclopramide attraversa la barriera ematoencefalica e, pertanto, è utile evitarne
l'assunzione prolungata e frequente.
Bibliografia essenziale
Comitato Drug Trial SISC. Linee guida e
raccomandazioní per il trattamento dell'emicrania. Confinia Cephalalgica, 2:
53-58, 1993
Silberstein SD, Lipton RB, Goadsby PJ. Headache in
Clinical Practice. Isis Medical Media, Oxford, 1988.