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LA DIAGNOSI DI EMICRANIA: ASPETTI CLINICI E STRUMENTALI

Dr. Fabio Antonaci

Centro Cefalee e Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universita’ di Pavia, Istituto Neurologico C. Mondino

 

La valutazione del paziente emicranico si basa generalmente sull’anamnesi, sull’esame del paziente e l’eventuale ricorso ad esami strumentali. La raccolta dei dati anamnestici e’ giā stata descritta. Per quanto attiene all'esame del paziente, nel corso della prima visita occorre valutare in modo particolare alcuni segni/sintomi che potrebbero essere presenti all’esame obiettivo generale e quello neurologico. Durante l’esame obiettivo generale occorre valutare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca cosi’ come prestare attenzione alla semeiologia del capo (regioni paranasali, arterie temporali, articolazione temporo-mandibolare) e del collo (muscolatura, punti trigger, range di escursione articolare). Nell’esecuzione dell’esame neurologico vanno indagati gli eventuali segni che possono essere presenti in pazienti nei quali si puo’ sospettare una cefalea associata a patologie intracraniche o patologie sistemiche: mobilita’ in flessione del collo (possibile irritazione meningea), soffi a livello del cranio, orbite o collo. Da non tralasciare l’esame del fundus, campo visivo, riflessi pupillari, sensibilita’ nel territorio del trigemino, riflesso corneale, funzione motoria della faccia, arti, riflessi osteotendinei, risposta plantare e deambulazione. La presenza di tali segni che sono inusuali in una emicrania seggerisce di prendere in considerazione l’eventualita’ di ulteriori indagini.

 

Elettroencefalografia

L’elettroencefalografia non e’ un’indagine utile nella diagnostica routinaria del paziente con cefalea. L’esame trova indicazione se il paziente ha dei sintomi che possono far pensare ad episodi comiziali, come nel caso di un’aura emicranica atipica o se nell’anamnesi vi siano episodi di perdita di coscienza. La possibilita’ di disporre di esami neuroradiologici elimina il ricorso alla elettroencefalografia nella diagnosi di cefalea da lesione organica.

TC e RMN

Il ricorso ad esami neuroradiologici (TC e RMN) non rientra nel protocollo diagnostico di un paziente adulto con episodi ricorrenti di emicrania. Tali esami si rendono necessari se il paziente presenta modificazioni, di recente insorgenza, nelle caratteristiche della cefalea oppure vi č una storia di episodi comiziali o sono riscontrabili segni patologici all'esame neurologico.

Rachicentesi

La rachicentesi potrebbe avere un’indicazione nella diagnosi differenziale nelle seguenti situazioni: primo attacco di cefalea di intensita’ severa, attacchi subentranti di cefalea intensa di recente insorgenza, cefalea ad esordio recente progressivamente piu’ intensa in assenza di segni di ipertensione intracranica (vomito a digiuno, papilla da stasi al fundus oculi ecc); cefalea atipica, cronica resistente al trattamento; cefalea associata a febbre. La rachicentesi e’ indicata nel caso di un sospetto di meningite, encefalite, emorragia subaracnoidea e sindromi cefalalgiche ad alta-bassa pressione.

Altri accertamenti

In casi particolari puo essere utile far ricorso ad ulteriori accertamenti: ad esempio l' algometria e il miomonitor se si voglia documentare un concomitante fattore muscolare a livello epicranico, oppure l'analisi cinematica del rachide cervicale se si sospetta un coinvolgimento del rachide cervicale nella genesi del dolore.

 

Bibliografia essenziale

Nappi G., Manzoni G.C. (eds.), Manuale delle cefalee, Milano, Cluster Press, 1990

  

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