Links
yellow.gif (1122 bytes)
www.portobello-online.net
Vivi la Tua Città

Informazione medica
quotidiana
www.cardiologia.net
www.einthoven.net
www.farmaci.net
www.vaccini.net
www.medicina-online.net
www.medinews.net

Xagena
Il Tuo Internet
quotidiano

Finanza
www.xagena.net
Medicina
www.xagena.org
Direct Marketing
www.xagena.com

Xagena: Chi siamo
 

I MODELLI SPERIMENTALI DI EMICRANIA

Dr. Alfredo Costa

Centro Cefalee e Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universita’ di Pavia, Istituto Neurologico C. Mondino

Come in tutte le malattie dell'uomo, la ricerca di validi modelli sperimentali rappresenta una reale necessità anche nel campo delle cefalee primarie. L’ampliamento delle nostre conoscenze in tema di cefalee e la comprensione di alcuni meccanismi alla base del dolore hanno comunque permesso l’allestimento di modelli sperimentali che, di pari passo con le dirette osservazioni cliniche, contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo in questo settore di ricerca.

La procedura tradizionalmente più utilizzata è quella di indurre lo scatenamento del dolore in soggetti affetti da cefalee primarie, mediante l’impiego di sostanze e/o farmaci attivi in questo senso, allo scopo di studiare sia le caratteristiche cliniche del dolore, con l’eventuale presenza di sintomi/segni vegetativi di accompagnamento, sia di confrontare le caratteristiche della risposta clinica nei soggetti cefalalgici rispetto a quella dei soggetti non affetti da cefalea. Inoltre, è possibile esaminare eventuali modificazioni del flusso sanguigno cerebrale (attraverso metodiche come l’ECO-Doppler o il Transcranial Doppler) e di monitorare l’andamento di alcuni parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca) prima, durante e al termine dell’attacco. Questo tipo di analisi, ovviamente, può essere condotta in modo preciso e dettagliato solo in Centri altamente specializzati, quali i Centri per lo Studio delle Cefalee, dove è possibile studiare la cefalea indotta molto meglio che in condizioni normali (spontaneamente l'attacco doloroso avverrebbe in tempi e situazioni non prevedibili).

Le sostanze utilizzate in passato (istamina, prostaciclina, bromocriptina, ecc.) non si sono dimostrate attendibili ai fini diagnostici. I modelli sperimentali oggi utilizzati presentano invece alcuni vantaggi: ad esempio, la cefalea che occorre dopo somministrazione di nitroderivati non è sempre sovrapponibile a quella di un attacco emicranico, ma, in considerazione delle informazioni che possediamo sul meccanismo d’azione del farmaco, si è imposta come un modello di studio sufficientemente definito dal punto di vista fisiopatologico e neurochimico, e ha consentito notevoli progressi nel campo della fisiopatologia e della clinica delle cefalee. La nitroglicerina (NTG) è stata introdotta nella terapia dell’angina pectoris più di un secolo fa; ancora oggi tuttavia, i nitroderivati rappresentano i farmaci più importanti nel trattamento delle crisi anginose. L’effetto principale dei nitroderivati è la vasodilatazione indotta sia nel distretto venoso che in quello arterioso. Essi rappresentano dei vasodilatatori "diretti", in quanto il meccanismo d’azione non sembra essere legato a modificazioni di altri sistemi. La nitroglicerina agisce attraverso una molecola nota come ossido nitrico (NO), le cui caratteristiche sono assolutamente affascinanti per tutti gli studiosi di neuroscienze.

E' noto come l’insorgenza o l’esacerbazione della cefalea sia un fenomeno praticamente costante in soggetti cefalalgici che assumano NTG, mentre rappresenta un evenienza rarissima in soggetti non cefalalgici. Inoltre, sono descritti casi di cefalea insorta dopo l’ingestione di insaccati o di carni affumicate: nitriti e nitrati di sodio e di potassio sono infatti spesso usati come additivi alimentari a scopo conservante, e questo tipo di cefalea, definita "hot-dog headache", insorge solitamente 30-60 minuti dopo l’ingestione degli alimenti responsabili.

La somministrazione di NTG rappresenta oggi un modello acquisito di induzione dell’attacco nei soggetti emicranici e nei soggetti con cefalea a grappolo in fase di attività. Essa può inoltre scatenare un attacco di cefalea in soggetti che presentano solo una predisposizione a sviluppare il disturbo, in particolare se è presente una familiarità per emicrania.

Presso i Centri Cefalee, come quello di Pavia, la NTG viene somministrata per via sublinguale, generalmente al dosaggio di 0.6 mg; il medico segue quindi il paziente per almeno un'ora, annotando le caratteristiche dell'eventuale dolore e dei sintomi neurovegetativi associati (nausea, vomito, intolleranza alla luce e ai rumori), il tempo di comparsa e la durata di questi fenomeni. Contemporaneamente, il paziente viene sottoposto a monitoraggio della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, e viene istruito su come compilare, al proprio domicilio, una particolare scheda clinica che riporta tutte le manifestazioni che possono occorrere nelle ore successive. In questo test solitamente osserviamo due tipi di risposta: 1) una risposta cosidetta "immediata", caratterizzata da una cefalea di tipo aspecifico (cioè priva delle caratteristiche di un attacco spontaneo di emicrania), che si manifesta dopo 15-60 min, che presenta intensità lieve o moderata, e che non è preceduta o accompagnata da fenomeni neurovegetativi; 2) una risposta "ritardata", costantemente preceduta da quella sopra descritta, che insorge dopo alcune ore (in media 5) e talora dopo un intervallo del tutto asintomatico. Nella maggior parte dei casi, il secondo tipo di risposta viene riferito dal paziente come del tutto sovrapponibile all’usuale attacco spontaneo di cefalea, ed è identificabile come un vero e proprio attacco di emicrania secondo i criteri attualmente utilizzati dagli studiosi. Anche su questo tipo di risposta il medico basa la sua diagnosi: il test risulta essere infatti di grande utilità nel differenziare le varie forme di cefalea primaria, dal momento che in alcune di esse (come le cefalee di tipo tensivo e le cefalee secondarie) il test risulta negativo.

 

Bibliografia essenziale

Iversen IK, et al. Intravenous nitroglycerin as an experimental model of vascular headache. Pain 1989;38:17-24

Olesen J, Thomsen LL, Iversen JK. Nitric oxide is a key molecule in migraine and other vascular headaches. Trends Pharmacol Sci 1994;15:149-153

A. Costa, et al. Clinical and intracerebral hemodynamic changes during L-arginine infusion in migraine. In: Experimental Headache Models, Frontiers in Headache Research vol.5 -, J. Olesen, M. Moskowitz (eds.), Lippincott-Raven Publ., Philadelphia, 1995, pp. 283-287.

Tassorelli C, et al. The effect on the central nervous system of nitroglycerin – Putative mechanisms and mediators. Prog Neurobiol 1999, 57:607-624

  

[Back] [Next]

 


Home page Cefalea Teaching Courses / 2
Home page Neurologia.net