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ASPETTI CLINICI DELL'EMICRANIA

Dr. Ennio Pucci

Centro Cefalee e Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università di Pavia, Istituto Neurologico C. Mondino

 

Le caratteristiche cliniche dell'emicrania variano considerevolmente in base alle forme.

 

Emicrania senz’aura

L'età di insorgenza delle crisi emicraniche è quella giovane-adulta. Nel 30% dei casi le prime crisi si presentano durante la prima decade di vita, mentre del tutto occasionalmente esse insorgono dopo i 60 anni. L'evoluzione naturale del disturbo, con oscillazioni di frequenza ed intensita’ degli attacchi nell'arco di 30-40 anni dall'eta’ giovanile fino a quella senile, rappresenta l'iter piu’ frequente. In una minoranza di casi, fattori quali abuso di analgesici o di ergotamina, ipertensione arteriosa e menopausa chirurgica, influenzano negativamente la storia naturale dell’emicrania, provocando cronicizzazione del dolore, vale a dire la pressoche’ totale scomparsa di intervalli liberi tra i singoli attacchi. Nel sesso femminile gli attacchi si manifestano spesso con periodismo perimestruale e nel 15-30% delle pazienti emicraniche, gli attacchi sono esclusivamente premestruali.

In queste pazienti, l'assunzione di contraccettivi orali determina un peggioramento piu’ marcato della frequenza delle crisi emicraniche rispetto a pazienti in cui gli episodi cefalalgici sono meno strettamente correlati con il periodo mestruale. L'assenza di fluttuazioni ormonali e il marcato aumento di b -endorfine plasmatiche sono probabilmente fattori di protezione, a causa dei quali le crisi emicraniche tendono a scomparire durante la gravidanza. Oltre alle modificazioni ormonali, fattori psicologici, fisici e l'assunzione di sostanze particolari possono rappresentare eventi scatenanti delle singole crisi emicraniche.

Un meccanismo causa-effetto tra fattore scatenante e crisi emicranica non e’ comunque sempre riconoscibile. Frequentemente il dolore emicranico è anticipato nelle ore che lo precedono da prodromi (o sintomi premonitori), per lo piu’ rappresentati da sbadigli, sonnolenza, nausea, irritabilità, depressione del tono dell'umore. Analogamente, la scomparsa del dolore non sempre coincide con il termine della "tempesta emicranica". Spesso infatti residuano astenia, euforia, o sonnolenza, sintomi (postdromi) che possono perdurare ancora per ore dopo la cessazione della fase algica

 

Criteri diagnostici per l’emicrania senz’aura


· Almeno 5 attacchi che soddisfano i punti successivi

· Durata compresa fra 4 e 72 ore (senza trattamento)

· Il dolore presenta almeno due delle seguenti caratteristiche

  • unilaterale
  • pulsante
  • intensita’ media o severa
  • peggiora con l’attivita’ fisica

· Almeno uno dei seguenti è presente durante la cefalea

  • nausea e/o vomito
  • fono e fotofobia

 

· Presenza di una delle seguenti condizioni

  • l’anamnesi, l’esame obiettivo generale e neurologico escludono i disturbi elencati nei gruppi 5-11
  • l’anamnesi e/o l’esame obiettivo generale e/o neurologico suggeriscono uno di tali disturbi, ma gli esami strumentali ne escludono la presenza
  • il disturbo e’ presente, ma l’attacco emicranico non si presenta in stretta relazione temporale con il disturbo stesso

 


Emicrania con aura

Rispetto all’emicrania senza aura, gli episodi di emicrania con aura hanno un andamento temporale molto più irregolare, potendosi verificare lunghi periodi di remissione. L'insorgenza del disturbo si verifica in giovane età e le crisi tendono a scomparire dopo i 30-35 anni. Possono, in età presenile, persistere episodi di aura senza dolore. I cicli mestruali non sembrano influenzare la periodicità delle crisi, ma l’emicrania con aura puo’ esordire durante una gravidanza. L'aura e’ l'elemento caratteristico di questa forma di emicrania ed e’ per lo piu’ rappresentata da disturbi visivi che in alcuni pazienti sono seguiti da disturbi sensitivi, motori e del linguaggio (vedi tabella). Le diverse caratteristiche cliniche dell’aura identificano 6 sottotipi di emicrania con aura, i cui criteri diagnostici distintivi sono elencati nelle tabelle seguenti. La durata e l'intensita' della fase dolorosa sono minori rispetto a quelle degli attacchi di emicrania senza aura, e anche i sintomi di accompagnamento sono spesso meno rilevanti.

L’emicrania con aura è assai meno frequente di quella senza aura (circa il 10% di tutte le forme emicraniche). In entrambe le forme, l’attacco può essere preceduto da modificazioni non ben definite dell’umore e dell’appetito, e la fotofobia e la fonofobia possono essere presenti. Gli attacchi di emicrania con aura spesso compaiono al risveglio, ma possono manifestarsi a qualsiasi ora.

ALTRI SINTOMI NEUROLOGICI DELL’AURA EMICRANICA

  • Parestesie delle labbra, della faccia e della mano (sensazione di formicolio, ridotta sensazione tattile), in uno o in entrambi i lati
  • Lieve confusione mentale, ridotta concentrazione
  • Deficit di forza di un’estremità
  • Afasia di grado lieve
  • Vertigini ed incertezza nella deambulazione
  • Sensazione di spossatezza

Nel corso di un attacco di emicrania con aura, il paziente accusa di solito un solo sintomo o pochi sintomi, i quali tendono a presentarsi nella stessa combinazione negli attacchi successivi. Se l’aura è tipica, ha durata non superiore ad un’ora e di solito regredisce prima del dolore o poco dopo la sua comparsa.

 

Criteri diagnostici per l’emicrania con aura

· Almeno 2 attacchi soddisfano il punto successivo

· Presenza di almeno 3 dei seguenti

  • uno o piu’ sintomi dell’aura di disfunzione focali emisferica e/o troncoencefalica completamente reversibili
  • almeno un sintomo dell’aura si sviluppa gradualmente nell’arco di piu’ di 4 minuti oppure due o piu’ sintomi si presentano in successione
  • nessun sintomo dell’aura dura piu’ di 60 minuti
  • la cefalea segue l’aura con un intervallo libero inferiore a 60 minuti (ma talora puo’ esordire prima o contemporaneamente all’aura)

· Presenza di una delle seguenti condizioni

  • l’anamnesi, l’esame obiettivo generale e neurologico escludono i disturbi elencati nei gruppi 5-11
  • l’anamnesi e/o l’esame obiettivo generale e/o neurologico suggeriscono uno di tali disturbi, ma gli esami strumentali ne escludono la presenza
  • il disturbo e’ presente, ma l’attacco emicranico non si presenta in stretta relazione temporale con il disturbo stesso

 

A seconda delle caratteristiche dell'aura e dei segni a questa associati, la classificazione distingue varie forme. I criteri diagnostici di queste forme sono di seguito riportati.

 

Criteri diagnostici per l’emicrania con aura tipica, prolungata, ad esordio acuto e per l’aura emicranica senza cefalea

 

Criterio comune alle quattro forme

· Devono essere soddisfatti i criteri diagnostici per l’emicrania con aura

 

Aura tipica

· Almeno uno dei seguenti sintomi dell’aura

  • turbe visive omonime
  • paresterie e/o ipoestesia unilaterali
  • ipostenia unilaterale
  • afasia o difficolta’ del linguaggio non classificabile

Aura prolungata

· Almeno uno dei sintomi dell’aura dura piu’ di 60 minuti e meno di 7 giorni

 

Aura emicranica senza cefalea

· Assenza di cefalea

 

Ad esordio acuto

· I sintomi neurologici si sviluppano entro 4 minuti

· Il dolore presenta almeno due delle seguenti caratteristiche

  • unilaterale
  • pulsante
  • intensita’ media o severa
  • peggiora con l’attivita’ fisica

· Almeno uno delle seguenti situazioni cliniche durante la cefalea

  • nausea e/o vomito
  • fono e fotofobia

· Esami appropriati escludono TIA tromboembolici ed altre lesioni intracraniche


 

Due forme di emicrania, quella emiplegica familiare e quella basilare, vengono classificate a parte, e sono caratterizzate dai seguenti criteri diagnostici.

 

Criteri diagnostici per l’emicrania emiplegica familiare e basilare.

 

Criterio comune ad entrambe le forme

· Devono essere soddisfatti i criteri diagnostici per l’emicrania con aura

 

Emiplegica

· L’aura comprende emiparesi e puo’ essere prolungata

· Almeno un parente di primo grado presenta gli stessi sintomi

 

Basilare

· Almeno due dei seguenti sintomi dell’aura

  • sintomi visivi in entrambi i settori (nasale e temporale) del campo visivo di entrambi gli occhi
  • disartria
  • vertigini
  • acufeni
  • ipoacusia
  • diplopia
  • atassia
  • parestesie bilaterali
  • paresi bilaterale
  • disturbi della coscienza

 

Altre forme di emicrania

Esistono altri sottotipi di emicrania di piu’ rara osservazione. La loro esistenza ed i relativi criteri diagnostici meritano di essere conosciuti, perche’ possono porsi seri problemi di diagnosi differenziale con alcune forme di cefalea secondaria (a patologie vascolari, neoplastiche, ecc.).

 

Criteri diagnostici per l’emicrania oftalmoplegica.

· Almeno 2 attacchi con cefalea associata a paresi di uno o piu’ nervi cranici oculomotori

· Esami appropriati escludono lesioni parasellari

 

Criteri diagnostici per l’emicrania retinica.


· Almeno 2 attacchi con

- scotoma o cecita’ monoculare reversibile in 60 minuti confermati da esame obiettivo durante l’attacco o da disegno del paziente del proprio deficit visivo

- la cefalea segue i sintomi con un intervallo libero inferiore a 60 minuti, ma puo’ anche precederli

· Esame oculistico normale al di fuori degli attacchi. Esami appropriati escludono una patologia tromboembolica

 

Emicrania in età pediatrica

Molti piccoli pazienti accusano il loro primo attacco emicranico durante l’infanzia o l’adolescenza, e quelli con una importante familiarità per emicrania tendono a presentare un esordio precoce del disturbo. Nel bambino, le caratteristiche degli attacchi non sono diverse da quelle dell’adulto, salvo che per alcuni peculiari aspetti. In molti casi, i disturbi gastrointestinali sono più accentuati, e possono prevalere sul dolore; possono inoltre manifestarsi dolori addominali, svogliatezza, tachicardia, congestione nasale e rialzo della temperatura. Benchè gli attacchi presentino inoltre minor durata rispetto a quelli dell’adulto, la loro frequenza è maggiore. Infine, il dolore è più spesso a sede bilaterale. Per questi motivi, è importante che il medico riconosca un attacco emicranico in un bambino, anche se le caratteristiche possono differire da quelle dell’adulto. Nei bambini può manifestarsi anche l’emicrania con aura, la quale, come per l’adulto, è assai meno frequente dell’altra forma. Altre rare forme di emicrania, quasi esclusive dell’età pediatrica, sono riportate nella classificazione.

 

Bibliografia essenziale

Nappi G, Manzoni GC. Primary Headache Disorders, Smith-Gordon, London, 1996.

Headache Classification Committee of the International Headache Society, Classifícation and diagnostic criteria for headache disorders, cranial neuralgias and facial pain. Cephalalgia, 8 (Suppl. 7) 1-98, 1988

 

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