EMICRANIA ED EMICRANIE:
EPIDEMIOLOGIA E CLASSIFICAZIONE
Dr. Alfredo Costa
Centro Cefalee e
Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università di Pavia, Istituto Neurologico C.
Mondino
La cefalea e uno dei disturbi più
frequenti nella popolazione generale, e la letteratura medica contempla numerose forme di
cefalea, non sempre facili da distinguere dal punto di vista clinico. Le cefalee primarie
sono quelle in cui il dolore rappresenta in sé la patologia (cefalea
"malattia"), mentre le secondarie sono legate a condizioni patologiche
ben definite, di cui sono la spia (cefalea "sintomo"). Studi epidemiologici
recenti hanno dimostrato che circa il 90% della popolazione generale soffre di uno o
piu attacchi di cefalea primaria nel corso dellesistenza. Delle forme di
cefalea primaria, quella di tipo tensivo rappresenta la forma piu comune, colpendo
circa l80% della popolazione generale; anche se l'emicrania affligge una percentuale
minore della popolazione generale, essa esercita, come vedremo, un impatto negativo sul
singolo individuo e sulla comunità che appare essere infinitamente maggiore.
E probabile che i dati epidemiologici
disponibili sulle varie forme di cefalea siano sottostimati, poiche, seppure
frequente, la cefalea non sempre induce il paziente a rivolgersi al medico e tantomeno
allo specialista, a meno che non si tratti di forme particolarmente invalidanti per
frequenza di giorni di dolore o per intensità del dolore e quindi per disabilità. In
ogni caso, sono numerosi gli studi sullepidemiologia dellemicrania nei vari
paesi: tutti sono concordi nellaffermare che si tratta di un problema ugualmente
diffuso in tutto il mondo. Nella sola Unione Europea soffrono di emicrania 80-90 milioni
di individui, molti dei quali sono talmente disabilitati da non riuscire a far fronte ai
loro impegni familiari e professionali.
Gli studi condotti in passato hanno fornito
cifre contrastanti, ma un lavoro di meta-analisi su 24 studi di popolazione ha rivelato
che la variabilità dei risultati è attribuibile a differenze di età e sesso delle
popolazioni esaminate, e a difformità nei criteri adottati per la diagnosi di emicrania.
Se si tengono in considerazione questi fattori, le stime di prevalenza sono molto simili
tra i vari studi. Di recente, 3 studi di popolazione, condotti in Francia, Danimarca e
Stati Uniti, hanno utilizzato i criteri IHS, e hanno consentito di ottenere nuove stime di
prevalenza dellemicrania, pari al 6% per i maschi e al 15-17% per le femmine.
Gli studi citati hanno anche riscontrato
che la prevalenza del disordine varia con letà, aumentando fino ai 40 anni e
diminuendo successivamente in entrambi i sessi. Nelle femmine, inoltre, la prevalenza
aumenta gradualmente a partire dal menarca fino alletà di 42 anni, per poi ridursi;
ciò suggerisce che le variazioni ormonali associate ai flussi mestruali rendono le donne
maggiormente suscettibili allemicrania. Tuttavia, nelle donne in età
post-menopausale la prevalenza appare assai variabile (e comunque sempre maggiore che nei
maschi), il che suggerisce che le modificazioni endocrine non possono essere interamente
responsabili della maggiore prevalenza nel sesso femminile.
Con riferimento alla prevalenza
dellemicrania in età pediatrica, va segnalato che più della metà degli emicranici
accusa il suo primo attacco prima dei 20 anni. Secondo vari studi clinici, la prevalenza
dellemicrania alletà di 7 anni varia dall1.2% al 3.2%, e tra i 7 e i 15
anni dal 4% all11%. Contrariamente a quanto visto per lemicrania
delladulto, nei bambini sotto i 10 anni la prevalenza non differisce tra i due
sessi, e comincia ad essere maggiore nelle femmine solo con la pubertà.
Nel 1988, La International Headache Society
(IHS) ha introdotto un sistema di classificazione di tutte le cefalee, che è oggi
riconosciuto ed utilizzato in tutto il mondo. Questo sistema prevede una serie di rigorosi
criteri diagnostici per ciascuna forma, basandosi su un approccio clinico-descrittivo
(esordio di malattia, durata ed intensità degli attacchi, ecc.). Ciò ha consentito al
medico di base e allo specialista di porre diagnosi più accurate e riproducibili, e di
facilitare così il trattamento delle varie forme. Il sistema IHS viene inoltre utilizzato
da Centri di livello specialistico e super-specialistico per definire le popolazioni di
pazienti e i criteri di inclusione degli studi clinici. In questo modo, è stato possibile
controllare più efficacemente gli studi, minimizzando la variabilità tra i risultati di
diversi osservatori, e rendendo le osservazioni meglio confrontabili.
Nella classificazione IHS sono elencate 13
categorie di cefalee, ciascuna suddivisa in sottocategorie. Nella tabella seguente sono
riportate le 4 principali categorie di questo sistema, note come cefalee primarie; le
altre sono infatti definite come cefalee secondarie o sintomatiche, cioè legate a precise
patologie o altre cause, come ad esempio una neoplasia cerebrale o una meningite. Benchè
le cefalee primarie, emicrania inclusa, possano essere causa di notevole sofferenza, esse
solitamente si auto-limitano nel tempo e non comportano rischi di morte o disabilità
permanente. Per contro, le forme secondarie sono spesso legate a condizioni patologiche
assai serie, che richiedono un immediato trattamento.
Classificazione IHS delle cefalee,
nevralgie craniche e dolori facciali (primo livello diagnostico).
1. Emicrania
2. Cefalea di tipo tensivo
3. Cefalea a grappolo ed emicrania cronica parossistica
4. Cefalee varie non associate a lesioni strutturali
5. Cefalea associata a trauma cranico
6. Cefalea associata a patologia vascolare
7. Cefalea associata a patologia endocranica non vascolare
8. Cefalea da assunzione o da sospensione di sostanze esogene
9. Cefalea associata ad infezioni extracraniche
10. Cefalea associata a patologie metaboliche
11. Cefalee e dolori facciali associati a patologia del cranio, collo, occhi, orecchi,
naso e seni paranasali, denti, bocca o di altre strutture facciali o craniche
12. Nevralgie craniche, nevriti e dolori da deafferentazione
13. Cefalee non classificabili
Esistono ben 7 disturbi diversi
classificati sotto il termine di emicrania; vi sono due principali forme (lemicrania
con aura, precedentemente definita emicrania classica, e lemicrania senza aura,
precedentemente definita emicrania comune) e forme più rare, che verranno descritte nel
paragrafo relativo agli aspetti clinici.
Classificazione IHS dell'emicrania (vari
livelli diagnostici).
l. Emicrania
1.1 Emicrania senza aura
1.2 Emicrania con aura
1.2.1 Emicrania con aura tipica
1.2.2 Emicrania con aura prolungata
l.2.3 Emicrania emiplegica familiare
1.2.4 Emicrania basilare
1.2.5 Aura emicranica senza cefalea
1.2.6 Emicrania con aura ad esordio acuto
1.3 Emicrania oftalmoplegica
1.4 Emicrania retinica
1.5 Sindromi periodiche dell'infanzia
possibili precursori dell'emicrania o che possono essere associate all'emicrania
1.5.1 Vertigine parossistica benigna
dell'infanzia
1.5.2 Emiplegia alternante dell'infanzia
1.6. Complicanze dell'emicrania
1.6.1 Stato emicranico
1.6.2 Infarto emicranico
1.7. Disordini emicranici che non
soddisfano i precedenti criteri
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Bibliografia
essenziale
Nappi G., Manzoni G.C. (eds.), Manuale
delle cefalee, Milano, Cluster Press, 1990
Olesen J., Tfelt-Hansen P., Welch K.M.A.
(eds.), The Headaches, New York, Raven Press, 1999
Rasmussen B.K., Epidemiology of headache. Cephalalgia,
15:45-66, 1995
Headache Classification Committee of the International
Headache Society, Classifícation and diagnostic criteria for headache disorders, cranial
neuralgias and facial pain. Cephalalgia, 8 (Suppl. 7) 1-98, 1988