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DEMENZA DA AGENTI INFETTIVI

Dr.ssa Elena Sinforiani
Istituto Neurologico C. Mondino, Università di Pavia


Quadri di demenza possono essere legati ad infezioni (encefaliti, ascessi) da agenti infettivi tradizionali, come batteri e virus. Nel corso degli ultimi anni, lo scenario delle malattie infettive del sistema nervoso centrale è sensibilmente mutato. Sono infatti comparse nuove forme cliniche (AIDS), mentre sono riemerse sindromi sostenute da agenti microbici ormai ritenuti definitivamente debellati (tubercolosi cerebrale, neurolue). Sono numerosi i fattori che spiegano questo fenomeno: da una parte l'aumento di soggetti con immunodepressione (HIV positivi, trapiantati, affetti da neoplasie maligne), e dall'altra l'incremento dei viaggi a lunga distanza, e l'eccessivo uso di antibiotici. Tuttavia, nel complesso le forme infettive rendono conto di non più dell'1% di tutte le forme di demenza.

Il Complesso AIDS-Dementia, direttamente correlato all’infezione da HIV del SNC, rappresenta un disordine subacuto, più frequentemente cronico progressivo, caratterizzato da una compromissione cognitiva, motoria, comportamentale, nettamente distinto dalla patologia opportunistica o dalle sindromi cerebrali osservabili in altre condizioni di immunodepressione e soppressione. Stime sulla prevalenza della sindrome variano dal 16 al 38%, a seconda delle casistiche; è più frequente nelle fasi tardive della malattia e nel 25% dei casi precede le manifestazioni cliniche secondarie all'immunodeficienza. La sopravvivenza media stimata è di 4 mesi, a fronte del rilievo di evoluzione del quadro da "subclinico" a "definito" dopo 37 settimane nel 25% dei casi e dopo 59 settimane nel 50%.

I sintomi iniziali comprendono disturbi della concentrazione e dell'attenzione, rallentamento dei processi ideativi, difficoltà ad organizzare le attività della vita quotidiana, perdita della spontaneità, apatia, indifferenza, talora irrequietezza ed iperattività. I disturbi motori in questa fase sono limitati a fine tremore, incoordinazione, difficoltà nella scrittura, alterazioni minori della deambulazione. Il quadro procede gradualmente, oppure a gradini, con fasi di deterioramento rapido ed improvviso della performance e dell'autonomia, eventualmente in rapporto con l'intervento di complicanze sistemiche.

Tra i disturbi motori tardivi prevale l'atassia della marcia, isolata o in combinazione con paraparesi spastica ed incontinenza (contributo della mielopatia vacuolare spesso associata) e con sindromi extrapiramidali. Il liquor mostra valori normali o lievemente aumentati di cellule e proteine, bande oligoclonali, valori di b 2 microglobulina a volte elevati (rilievo questo, dotato di una maggiore specificità).

La TC può mostrare atrofia corticale e ventricolare, la RM è spesso positiva per la presenza di alterazioni diffuse della sostanza bianca, dei gangli della base, del talamo. Il quadro patologico evidenzia a livello microscopico aree di demielinizzazione con infiltrati perivascolari di linfociti e macrofagi oppure cellule multinucleate. Nel paziente in cui non è nota l'infezione da HIV la diagnosi differenziale si pone con tutte le altre possibili cause di demenza; nel paziente con AIDS la diagnosi è comunque di esclusione rispetto ad altre condizioni organiche e funzionali in grado di provocare stati confusionali, psicosi e demenza. L'unico approccio terapeutico possibile si basa sull'impiego di composti antiretrovirali e si osservano casi di remissione, almeno temporanea, a seguito dell'uso precoce della Zidovudina (AZT).

Tra i quadri di demenza da agenti infettivi non tradizionali, come i prioni, il più noto è certamente rappresentato dalla malattia di Creutzfeldt-Jakob. Si tratta di una condizione patologica rara, che colpisce soggetti di ambo i sessi, generalmente in età presenile, con distribuzione ubiquitaria e sporadica. L'incidenza è 0.5-2 casi per milione di persone per anno. E' presente un'incidenza familiare nel 5-15% dei casi. Fa parte, insieme all'encefalopatia della popolazione Fore (Kuru) ed alla malattia di Gerstman-Straussler-Scheinker (a trasmissione autosomica dominante) delle cosidette infezioni del S.N.C. da virus lenti.

La struttura molecolare dell'agente infettante (denominato "prione" da Prusiner nel 1982, per distinguerlo dai virus classici) è molto simile al virus della scrapie (encefalite delle pecore), non sembra contenere acido nucleico ed è resistente ad agenti chimici o fisici. La malattia colpisce le cellule della sostanza grigia ed è stata trasmessa sperimentalmente in primati ed animali da laboratorio mediante inoculazione di sospensioni cerebrali di pazienti infetti. Si manifesta come una demenza progressiva, che si accompagna precocemente a sintomi extrapiramidali, atassia, mioclonie. La rapida progressione della demenza consente la diagnosi differenziale con l'AD e le altre demenze degenerative.

Si possono distinguere vari sottotipi clinici come la forma extrapiramidale cerebellare, spastica rigida subacuta, ottica spastica rigida,e motoneuronale con segni cerebellari a seconda del prevalere dei diversi sintomi. Caratteristici sono i reperti strumentali (complessi periodici all'EEG) e bioptici (degenerazione spongiosa encefalica). Il CSF è normale. Non esiste allo stato attuale nessuna terapia capace di modificare il decorso fatale della malattia (circa 1 anno).

 

Bibliografia essenziale

  1. Clarfield AM, Ann. Int. Med. 1988; 109:476-486.

  2. Gonzalez-Scarano F, J. Neurovirol. 1998; 4:247-248.

  3. Price RW, et al., Science 1988; 239:586-591.

  4. G. Nappi, A. Costa, S. Cristina. Invecchiamento cerebrale patologico, vol. 4: Altre Forme di deterioramento Cognitivo. Mosby Italia, Milano, 1999.
  5. Pierelli F, et al., N. Riv. Neurol. 1999; 3:90-98.

 

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