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XXIII World Congress of Neurology

Elevati livelli di troponina T cardiaca possono essere associato a microsanguinamenti cerebrali


E’ stato trovato che gli elevati livelli di troponina T cardiaca ad alta sensibilità ( hs-cTnT ) possono essere un predittore indipendente di microsanguinamenti cerebrali nei pazienti con ictus ischemico acuto che soffrono di fibrillazione atriale, cardiopatia reumatica, o entrambe.

Lo studio ha preso avvio dalla considerazione dell’esistenza di un legame tra aterosclerosi e microsanguinamenti cerebrali.
E’ stato quindi verificato se hs-cTnT possa rappresentare un marker di malattia subclinica dei piccoli vasi, come ad esempio i microsanguinamenti cerebrali.

Sono stati presi in esame 139 pazienti arruolati in uno studio del National Natural Science Foundation ( Cina ).
Di questi, 66 avevano dati sufficienti e sono stati inclusi nello studio
.
L'età media di insorgenza dell’ictus era di 68.71 anni; 27 pazienti ( 40.9% ) erano di sesso maschile, 49 pazienti presentavano solo fibrillazione atriale, 5 avevano solo cardiopatia reumatica, e 12 soffrivano di entrambe le patologie.

Microsanguinamenti cerebrali si sono presentati in 39 pazienti ( 59.1% ). I soggetti con microsanguinamenti cerebrali avevano una maggiore probabilità di essere uomini, di essere più anziani, di avere una storia di ipertensione, e di avere un punteggio NIHSS inferiore rispetto a quelli senza microsanguinamenti cerebrali.
Sulla base delle concentrazioni sieriche di hs-cTnT entro 48 ore dopo il ricovero, i pazienti sono stati suddivisi in terzili: terzile 1, inferiore a 10.80 ng/L; terzile 2, 10.80-17.78 ng/L; terzile 3, superiore a 17.78 ng/L.

Non è stata osservata alcuna associazione significativa tra terzili di troponina T e microsanguinamenti a livello dei lobi cerebrali ( odds ratio, OR=0.67; IC 95%, 0.23-1.89; P=0.44 ).

L'analisi di regressione logistica ha mostrato che i pazienti del terzo terzile avevano maggiore probabilità di avere microsanguinamenti cerebrali ( OR=3.98; IC 95%, 1.22-12.96; P=0.02 ) e microsanguinamenti profondi o sottotentoriali ( OR=5.06, IC 95%, 1.72-14.96, P = 0.003 ), rispetto ai pazienti nel più basso terzile, dopo aggiustamento per età, sesso, consumo corrente di alcol, ipertensione, colesterolo totale, diabete mellito, precedente terapia antitrombotica, e punteggio NIHSS al momento nell’ingresso dello studio.

Da questo studio prospettico, di piccole dimensioni, è emerso che più elevati livelli di hs-cTnT al momento dell’arruolamento sono indipendentemente associati a un rischio più elevato di microsanguinamenti cerebrali e microsanguinamenti profondi o sottotentoriali nei pazienti con ictus ischemico acuto, fibrillazione atriale e/o cardiopatia reumatica. ( Xagena2016 )

Fonte: Journal of Neurological Sciences, 2016

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